La rilevanza dei temi elaborati dal Gruppo QuEBA1950® nella metodica di interpretazione del comportamento, si pone nella considerazione che gli stati sovrapponibili di indeterminazione di una realtá, riferiti alle innumerevoli scelte di comportamento, sono in effetti giá determinati proprio nella loro potenzialitá: si é pertanto in una “indeterminazione determinata”. Stati di coscienza, neuroni specchio, variabilitá dinamica della espressione genetica, psiconeuroendocrinoimmunologia, dinamica posturale, il tutto proiettato sullo sfondo dei nuovi modelli di realtá fisica quantistica, sono i pilastri concettuali che avvalorano la metodica dell’approccio nella quale si confermano risultanze terapeutiche intese cosí in una nuova accezione solo apparentemente lontana dalla ortodossia scientifica. Un principio fondamentale e unificante della attivitá del Gruppo nasce e prende forma nella constatazione di una lacuna nel cui vuoto si é rafforzata via via una imprescindibile necessitá di un passo oltre il recinto di una statica e tecnologica fisicitá. L’esigenza di conoscenza e la speranza di dominio e controllo di eventi funzionali e disfunzionali dell’organismo, portano, nella consuetudine della scienza biomedica, ad applicare tecnologie strumentali e operative, nella razionale dogmatica costruzione di un concetto di salute, che, peraltro, tenta di sorreggersi, spesso con fatica, in un delicato e assai variabile equilibrio tra senso di benessere e sofferenza. Nulla togliendo alla importanza, piú o meno relativa o consistente, di tali indagini e pratiche, routinarie o raffinate, si é, tuttavia, sempre piú confusi quando, in un momento di riflessione, si immagina e si guarda il comportamento dell’essere umano come manifestazione dell’unicitá e globalitá del complesso mente-corpo, tanto ordinata e coerente quanto irriducibile nella sua totalitá. Sorge allora, facilmente, il dubbio che l’approccio consueto, focalizzato nella puntuale misurazione di sintomi e disfunzioni, tenda a percorrere un vicolo cieco e a chiudersi nella limitante visione dell’organo malato entro un corpo sano. A questo, é quasi inevitabile l’aggiungersi di una esasperata dicotomia tra un compartimento somatico e un compartimento psichico-emotivo. Pur nella necessitá operativa di dover superare ogni situazione di criticitá, un tale approccio sembra contenere una forte limitazione non solo ontologica ma anche e soprattutto epistemologica.
D’altro canto nuovi paradigmi scientifici, che sovvertono l’idea della realtá fisica di newtoniana memoria, si impongono nel contribuire a modificare ed ampliare una visione del vivente forse troppo irretita in una frammentazione organicistica. Infatti trasferita ai livelli infinitesimali della realtá fisica, ovvero ai confini estremi del concetto di materia ove in ogni istante si generano miliardi di funzioni vitali, tale visione si sfocalizza e il dogmatico impegno razionalizzante sembra perdere la sua incisivitá, diluendosi in un mare di eventi inconoscibili e ingovernabili. Avvicinandosi da diverse direzioni, nuove e varie metodologie, animate e sostenute da questi fermenti, ben si aprono ad una visione finalmente olistica, spesso maggiormente rivolta al versante psico-emotivo, ma si appropriano totalmente della indeterminazione di tali modelli di realtá e, a volte, appaiono inesorabilmente scivolare in una “ tecnologia esoterica” che rischia di dissolvere anche qualunque ipotesi di consistenza terapeutica empirica.
La rilevanza dei temi elaborati dal Gruppo QuEBA1950® nella metodica di interpretazione del comportamento, si pone nella considerazione che gli stati sovrapponibili di indeterminazione di una realtá, riferiti alle innumerevoli scelte di comportamento, sono in effetti giá determinati proprio nella loro potenzialitá: si é pertanto in una “indeterminazione determinata”. Stati di coscienza, neuroni specchio, variabilitá dinamica della espressione genetica, psiconeuroendocrinoimmunologia, dinamica posturale, il tutto proiettato sullo sfondo dei nuovi modelli di realtá fisica quantistica, sono i pilastri concettuali che avvalorano la metodica dell’approccio nella quale si confermano risultanze terapeutiche intese cosí in una nuova accezione solo apparentemente lontana dalla ortodossia scientifica. Un principio fondamentale e unificante della attivitá del Gruppo nasce e prende forma nella constatazione di una lacuna nel cui vuoto si é rafforzata via via una imprescindibile necessitá di un passo oltre il recinto di una statica e tecnologica fisicitá. L’esigenza di conoscenza e la speranza di dominio e controllo di eventi funzionali e disfunzionali dell’organismo, portano, nella consuetudine della scienza biomedica, ad applicare tecnologie strumentali e operative, nella razionale dogmatica costruzione di un concetto di salute, che, peraltro, tenta di sorreggersi, spesso con fatica, in un delicato e assai variabile equilibrio tra senso di benessere e sofferenza. Nulla togliendo alla importanza, piú o meno relativa o consistente, di tali indagini e pratiche, routinarie o raffinate, si é, tuttavia, sempre piú confusi quando, in un momento di riflessione, si immagina e si guarda il comportamento dell’essere umano come manifestazione dell’unicitá e globalitá del complesso mente-corpo, tanto ordinata e coerente quanto irriducibile nella sua totalitá. Sorge allora, facilmente, il dubbio che l’approccio consueto, focalizzato nella puntuale misurazione di sintomi e disfunzioni, tenda a percorrere un vicolo cieco e a chiudersi nella limitante visione dell’organo malato entro un corpo sano. A questo, é quasi inevitabile l’aggiungersi di una esasperata dicotomia tra un compartimento somatico e un compartimento psichico-emotivo. Pur nella necessitá operativa di dover superare ogni situazione di criticitá, un tale approccio sembra contenere una forte limitazione non solo ontologica ma anche e soprattutto epistemologica.
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