Un sistema complesso aperto adattativo acquisisce informazioni-segnale dal suo ambiente e dalla propria interazione con esso.
Quando si vuole imparare una lingua, apprendere una nuova tecnica, un nuovo lavoro, eseguire un’impresa ci si comporta come un sistema complesso adattativo.
In un essere umano, considerato come sistema complesso adattativo, la biocinetica, la biodinamica e la biochimica, inconsciamente elaborate, danno adito ad attrattori probabilistici che si manifestano nella realtá emergente (coreografia comportamentale).
La complessitá é quindi connessa alla descrizione di un sistema adattativo (Pz) da parte di un altro sistema adattativo che lo “osserva” (Ter).
L’interpretazione dell’informazione-segnale permette al sistema di “condensarsi” in uno “schema” (attrattore) che fornisce una guida per agire nel mondo reale.
Il Quantic Space Feeling (QSF) rappresenta, nel metodo QuEBA, la condizione per la realizzazione dell’entanglement-intreccio tra due sistemi viventi complessi adattativi (Pz-Ter). In tale condizione si esprimerá la massima capacitá nella nascita e sviluppo autoorganizzante di infiniti attrattori che modificano e realizzano sovrapposizioni di stati comportamentali.
Tutti gli attrattori sono in competizione fra loro e i risultati derivanti dalla simbiosi con la realtá emergente vengono reintrodotti nel sistema stesso, influenzando e arricchendo ancor piú la competizione tra gli attrattori (Pz-Ter).
L’apprendimento e l’accoppiamento evolutivo delle coreografie tra i due sistemi entangled-intreccio ha, infatti, la finalitá di rinnovare nei sistemi stessi una capacitá di evolvere, aumentando gli attrattori ovvero le possibilitá di scelte comportamentali.
Un attrattore, in buona sostanza, é un luogo di accumulazione delle traiettorie funzionali del sistema, un luogo dove queste ultime si addensano e a cui il sistema tende ad orientarsi.
Nell’approccio terapeutico QuEBA ci si confronta con una espressione-comportamento funzionale costruita nel sistema entangled-intreccio (Pz-Ter) attraverso la “competizione” di infiniti attrattori. Proprio per questo motivo, oltre che diagnosticare e curare, diventa determinante l’aspetto “interpretativo comportamentale” per mantenere integra e indipendente l’autoorganizzazione dei sistemi (Pz-Ter).

Nell’approccio QuEBA il concetto “Trauma” é da considerarsi uno stato di “collassamento” in un sistema vivente complesso aperto, cioé la direzione attrattoria condensata. È quindi una coreografia di interazione-integrazione e in co-evoluzione con scambi di informazioni, materia e energia con il "sistema ambiente".
È altresí evidente che l´espressione comportamento "trauma" risiede anche nella cultura esperienziale non cosciente perennemente elaborata da infiniti attrattori che realizzano sovrapposizioni di stati comportamentali.
Quindi ci si confronta con una "espressione funzionale" di una coerenza costruita nel sistema vivente sulla base di una infinita sequenza di istantaneitá di informazioni. Tutto é da considerare come sequenze indeterminate determinate.
Possiamo azzardarci a dire che il sistema "trauma" é sostanzialmente una "normalitá" del comportamento implicato.


Nel Metodo QuEBA l’approccio-interpretazione si puó cosí delineare.

- Il Quantic Space Feeling QSF risulta essere determinante per la co-evoluzione nello sviluppo dell’approccio interpretativo e deve essere sempre conservato. Questo mantiene inalterata la capacitá di autonomia e autoorganizzazione del sistema paziente attraverso una sua co-evoluzione con l’autoorganizzazione del sistema terapeuta.
- Interpretare la narrazione esperienziale comportamentale del paziente in ambito viscero-emozionale, muscolo-articolare.
- Riproporre le potenzialitá innate e acquisite favorendo le fasi-possibilitá del sistema stesso in relazione all´informazione e alla risultante attrattoria. Si utilizzerá il “sistema informante” Emozioni, Batteri e Alimenti (EBA) che andrá a modificare la coreografia del Sistema Muscolo Articolare Scheletrico e la sua potenzialitá espressiva nella Postura, Gesto, Atto Motorio (PGA).
- Intervenire clinicamente (fisioterapia, osteopatia, nutrizione, odontoiatria, medicina specialistica, ortopedia, pediatria, ecc.).
- Riproporre l´indipendenza funzionale nelle fasi attrattorie autoorganizzanti e competitive del sistema Pz.



Cenni teorici per meglio riflettere e comprendere.

Schrödinger, nel suo libro “What is life” sostiene che i sistemi viventi aperti che scambiano energia e materia con l’esterno si diversificano dai sistemi isolati studiati in termodinamica, in quanto nei primi, opposta alla tendenza dell’entropia, sarebbe presente una direzione verso l’ordine a livello locale, a discapito dell’ambiente esterno.
Tali sistemi, vivendo, compensano l’aumento di entropia che producono nell’ambiente circostante, mantenendo attraverso la conservazione del loro programma un flusso di entropia negativa.
La nostra vita quindi si nutre di neghentropia, che contrasta la tendenza alla morte termica. È l’apertura che rende vivi, che genera localmente ordine. L’ordine non é improbabile, in natura: lo scambio con l’esterno lo rende possibile, ed é in un certo qual modo un ordine intriso di disordine.
Nasce cioé dallo scambio, dal disordine, dal “rumore”. Siamo nella via del caos, un caos dentro di noi capace di partorire qualsiasi tipo di espressione. È l’autoorganizzazione, un ordine che emerge in risposta ad un “rumore”, ad una perturbazione, ed é comunque un ordine che si esalta ogni volta nel produrre espressioni diverse da se stesso in perenne cambiamento.
Da un “rumore”, risulta una struttura, una configurazione, una coreografia definita.
Entriamo nello spazio delle fasi o possibilitá dove sono rappresentate tutte le possibilitá di un sistema. Molto importante é “l’effetto attrattore”: in ambito matematico l’attrattore é una regione limitata dallo spazio delle fasi, verso la quale il sistema tende a dirigersi. È una regione si puó dire di stabilitá del sistema e quest’ultimo puó possedere piú attrattori da cui piú stabilitá ed equilibrio.
Condizione importanti sono la robustezza e la resilienza di un sistema. La robustezza di un sistema é data dalla capacitá di quest’ultimo di sopportare le possibili variazioni delle condizioni esterne mantenendo invariati struttura e organizzazione. La resilienza indica la capacitá di un sistema di gestire la propria autoorganizzazione nei disequilibri importanti e la sua peculiaritá é di riportarsi alle normali condizioni di funzionamento partendo da situazioni estremamente lontane dal suo stato di stabilitá.
Interazione-integrazione, apprendimento-entangled. Se vi é quindi un sistema in grado di selezionare e attribuire significati alle informazioni-stimolo provenienti dall’esterno allora esso é in grado di creare modelli interni dell’ambiente circostante, definendo cioé il proprio dominio cognitivo.
Tale sistema é in una relazione di accoppiamento strutturale con l’ambiente tale che, elaborando le informazioni-stimoli esterni, apprende dall’esperienza e formula risposte di volta in volta diverse e appropriate al bisogno.
Proprio creando modelli interni il sistema é di conseguenza in grado di aumentare le proprie capacitá di effettuare previsioni e costruire coreografie future. Ció é importante considerandolo nell’ottica della terapia tra sistemi viventi.
Se consideriamo il nostro DNA esso appare essere un “sistema chiuso” in quanto esso stesso organizzato e atto a preservare una sua identitá rispetto all’ambiente che lo circonda proteggendo il patrimonio genetico in esso codificato. Tuttavia é “sistema aperto” in quanto interagisce con l’ambiente esterno nei processi di interazione e morfogenesi: co-evolve con l’ambiente circostante. Il suo rapporto con l’ambiente é simile ad un accoppiamento strutturale e la sua esplicazione-evoluzione rappresenta una forma di apprendimento.
Nascono quindi delle traiettorie evolutive date dalle coreografie codificate del DNA in cui possiamo osservare la via evolutiva degli organismi.
L’interpretazione terapeutica tra paziente e terapeuta é un “intreccio” che ci puó ricordare un’azione sociale di atomi, quindi “atomi sociali” (SocioFisica). Dovremmo pensare alle persone come ad atomi o molecole che seguono regole semplici e cercare di interpretare le strutture a cui queste regole portano (March Buchanan).
Anche nel mondo sociale esistono, come in quello fisico, dei meccanismi automatici che portano alla formazione di strutture complesse e che aspettano di essere decifrati: si entra nel concetto di sistema complesso.
Un sistema complesso é costituito da infiniti elementi interagenti fra di loro all’interno di un ambiente confinato in uno spazio reale o virtuale, alleandosi o andando in competizione per aggiudicarsi “n” risultati. Un sistema complesso lo possiamo considerare come una rete di nodi collegati tra loro per mezzo di legami che esprimono delle relazioni tra i nodi stessi.
L’interazione e l’integrazione (Entangled-QSF) che si realizza tra paziente e terapeuta fa sí che i nuovi atomi sociali comincino a coordinarsi istintivamente tra loro dando vita ad una struttura emergente che si esprimerá secondo regole nuove, regole di natura diversa dai suoi singoli elementi costituenti (paziente e terapeuta).
È come in fisica: le proprietá macroscopiche dei materiali (temperatura, pressione, calore ecc.) emergono esclusivamente dal modo in cui atomi identici e assolutamente privi di quelle proprietá interagiscono tra loro. Cosí la complessitá dei fenomeni sociali potrebbe emergere dalle modalitá e dagli schemi dinamici di interazione-integrazione (QSF) fra individui considerati alla stregua di semplici atomi sociali che si imitano a vicenda.
Possiamo quindi considerare il "sistema specchio" in cui esiste una probabile cognizione fondata sull’organizzazione funzionale del nostro sistema motorio. Nel sistema motorio gli atti motori/azioni sono rappresentati in relazione al loro fine.
Si pensa che tra “atomi sociali” l’organizzazione del sistema motorio intorno a scopi specifici, sia una peculiaritá giá presente e attiva ancora prima della nascita.
Circa alla 22esima settimana di gestazione il livello di pianificazione motoria nel feto é giá simile a quella relativa all’esecuzione di “azioni intenzionali”. Se consideriamo feti gemelli giá alla 14esima settimana di gestazione i movimenti diretti verso sé o finalizzati a toccare il corpo del gemello mostrano un’attivitá cinematica che differisce dalla manifestazione di altri movimenti casuali: interazione-integrazione (QSF) sino all’attrattore-stato come risultato finale.
All’interno della meccanica quantistica la “realtá” é uno stato in evoluzione che include l’interazione dell’osservatore come componente del sistema sotto osservazione. Il comportamento umano conferisce complessitá ad ogni sistema di cui fa parte nello spazio quantico (QSF).
Le scelte degli esseri umani vengono introdotte nella struttura del sistema sotto osservazione, generando un unico sistema.
Gli stati “entangled” dei sistemi quantici, come le interazioni di tutti i sistemi complessi, non sono delle semplici equazioni lineari. In un sistema lineare l’intero é dato dalla somma delle parti, in un sistema complesso invece l’intero non é uguale solo alla somma delle parti ma esso stesso é il contenente di tutte le parti interagenti.
Combinando due sistemi in grado di esibire un comportamento complesso si genera un nuovo sistema: un “sistema entangled” che é una interdipendenza di componenti di qualsiasi sistema.
Nella fisica classica terapeuta e paziente sarebbero distinti e separati nello spazio e nel tempo, nella prospettiva della meccanica quantistica le nostre funzioni d’onda sono intrecciate e impossibili da separare: siamo un unico sistema complesso.
L’attivazione durante una ”osservazione-intreccio” (QSF) di un’azione del corrispondente atto motorio, consentirebbe al sistema T e PZ di cogliere immediatamente il significato di base del comportamento reciproco.
In un sistema entangled intendiamo l’informazione (“i”) ció che si struttura in un codice o linguaggio che attribuisce al messaggio un significato che puó essere compreso dal sistema a cui esso é comunicato (QSF) ed é in grado di generare segnali che attivano o disattivano un sistema dinamico complesso producente attrattori.
Riteniamo pacchetti di “i” fondamentali quelli contenuti nei “Quantum EBA”. Quindi QuEBA (Quantum “i” Emozioni, “i” Batteri, “i” Alimenti) sono le variabili comportamentali innescanti i vari attrattori producenti traiettorie e coreografie evolutive.
Per attrattore-stato intendiamo l’espressione di un comportamento relativo ad una sommatoria di pacchetti di informazioni biocinetici e biodinamici EBA esplicati dal corpo. Quando si considera un attrattore-stato EBA la narrazione relativa all’esplicazione é infinita e ci accompagna da sempre e per sempre.
Qualunque stato di espressione biocinetico e biodinamico EBA, quindi variabile biochimica EBA, si traduce in una condizione dinamica muscolo-scheletrica che in ogni istante risulterá sempre incarnata nell’intero sistema uomo.

- riproduzione vietata -
Un sistema complesso aperto adattativo acquisisce informazioni-segnale dal suo ambiente e dalla propria interazione con esso.
Quando si vuole imparare una lingua, apprendere una nuova tecnica, un nuovo lavoro, eseguire un’impresa ci si comporta come un sistema complesso adattativo.
In un essere umano, considerato come sistema complesso adattativo, la biocinetica, la biodinamica e la biochimica, inconsciamente elaborate, danno adito ad attrattori probabilistici che si manifestano nella realtá emergente (coreografia comportamentale).
La complessitá é quindi connessa alla descrizione di un sistema adattativo (Pz) da parte di un altro sistema adattativo che lo “osserva” (Ter).
L’interpretazione dell’informazione-segnale permette al sistema di “condensarsi” in uno “schema” (attrattore) che fornisce una guida per agire nel mondo reale.
Il Quantic Space Feeling (QSF) rappresenta, nel metodo QuEBA, la condizione per la realizzazione dell’entanglement-intreccio tra due sistemi viventi complessi adattativi (Pz-Ter). In tale condizione si esprimerá la massima capacitá nella nascita e sviluppo autoorganizzante di infiniti attrattori che modificano e realizzano sovrapposizioni di stati comportamentali.
Tutti gli attrattori sono in competizione fra loro e i risultati derivanti dalla simbiosi con la realtá emergente vengono reintrodotti nel sistema stesso, influenzando e arricchendo ancor piú la competizione tra gli attrattori (Pz-Ter).
L’apprendimento e l’accoppiamento evolutivo delle coreografie tra i due sistemi entangled-intreccio ha, infatti, la finalitá di rinnovare nei sistemi stessi una capacitá di evolvere, aumentando gli attrattori ovvero le possibilitá di scelte comportamentali.
Un attrattore, in buona sostanza, é un luogo di accumulazione delle traiettorie funzionali del sistema, un luogo dove queste ultime si addensano e a cui il sistema tende ad orientarsi.
Nell’approccio terapeutico QuEBA ci si confronta con una espressione-comportamento funzionale costruita nel sistema entangled-intreccio (Pz-Ter) attraverso la “competizione” di infiniti attrattori. Proprio per questo motivo, oltre che diagnosticare e curare, diventa determinante l’aspetto “interpretativo comportamentale” per mantenere integra e indipendente l’autoorganizzazione dei sistemi (Pz-Ter).

Nell’approccio QuEBA il concetto “Trauma” é da considerarsi uno stato di “collassamento” in un sistema vivente complesso aperto, cioé la direzione attrattoria condensata. È quindi una coreografia di interazione-integrazione e in co-evoluzione con scambi di informazioni, materia e energia con il "sistema ambiente".
È altresí evidente che l´espressione comportamento "trauma" risiede anche nella cultura esperienziale non cosciente perennemente elaborata da infiniti attrattori che realizzano sovrapposizioni di stati comportamentali.
Quindi ci si confronta con una "espressione funzionale" di una coerenza costruita nel sistema vivente sulla base di una infinita sequenza di istantaneitá di informazioni. Tutto é da considerare come sequenze indeterminate determinate.
Possiamo azzardarci a dire che il sistema "trauma" é sostanzialmente una "normalitá" del comportamento implicato.


Nel Metodo QuEBA l’approccio-interpretazione si puó cosí delineare.

- Il Quantic Space Feeling QSF risulta essere determinante per la co-evoluzione nello sviluppo dell’approccio interpretativo e deve essere sempre conservato. Questo mantiene inalterata la capacitá di autonomia e autoorganizzazione del sistema paziente attraverso una sua co-evoluzione con l’autoorganizzazione del sistema terapeuta.
- Interpretare la narrazione esperienziale comportamentale del paziente in ambito viscero-emozionale, muscolo-articolare.
- Riproporre le potenzialitá innate e acquisite favorendo le fasi-possibilitá del sistema stesso in relazione all´informazione e alla risultante attrattoria. Si utilizzerá il “sistema informante” Emozioni, Batteri e Alimenti (EBA) che andrá a modificare la coreografia del Sistema Muscolo Articolare Scheletrico e la sua potenzialitá espressiva nella Postura, Gesto, Atto Motorio (PGA).
- Intervenire clinicamente (fisioterapia, osteopatia, nutrizione, odontoiatria, medicina specialistica, ortopedia, pediatria, ecc.).
- Riproporre l´indipendenza funzionale nelle fasi attrattorie autoorganizzanti e competitive del sistema Pz.



Cenni teorici per meglio riflettere e comprendere.

Schrödinger, nel suo libro “What is life” sostiene che i sistemi viventi aperti che scambiano energia e materia con l’esterno si diversificano dai sistemi isolati studiati in termodinamica, in quanto nei primi, opposta alla tendenza dell’entropia, sarebbe presente una direzione verso l’ordine a livello locale, a discapito dell’ambiente esterno.
Tali sistemi, vivendo, compensano l’aumento di entropia che producono nell’ambiente circostante, mantenendo attraverso la conservazione del loro programma un flusso di entropia negativa.
La nostra vita quindi si nutre di neghentropia, che contrasta la tendenza alla morte termica. È l’apertura che rende vivi, che genera localmente ordine. L’ordine non é improbabile, in natura: lo scambio con l’esterno lo rende possibile, ed é in un certo qual modo un ordine intriso di disordine.
Nasce cioé dallo scambio, dal disordine, dal “rumore”. Siamo nella via del caos, un caos dentro di noi capace di partorire qualsiasi tipo di espressione. È l’autoorganizzazione, un ordine che emerge in risposta ad un “rumore”, ad una perturbazione, ed é comunque un ordine che si esalta ogni volta nel produrre espressioni diverse da se stesso in perenne cambiamento.
Da un “rumore”, risulta una struttura, una configurazione, una coreografia definita.
Entriamo nello spazio delle fasi o possibilitá dove sono rappresentate tutte le possibilitá di un sistema. Molto importante é “l’effetto attrattore”: in ambito matematico l’attrattore é una regione limitata dallo spazio delle fasi, verso la quale il sistema tende a dirigersi. È una regione si puó dire di stabilitá del sistema e quest’ultimo puó possedere piú attrattori da cui piú stabilitá ed equilibrio.
Condizione importanti sono la robustezza e la resilienza di un sistema. La robustezza di un sistema é data dalla capacitá di quest’ultimo di sopportare le possibili variazioni delle condizioni esterne mantenendo invariati struttura e organizzazione. La resilienza indica la capacitá di un sistema di gestire la propria autoorganizzazione nei disequilibri importanti e la sua peculiaritá é di riportarsi alle normali condizioni di funzionamento partendo da situazioni estremamente lontane dal suo stato di stabilitá.
Interazione-integrazione, apprendimento-entangled. Se vi é quindi un sistema in grado di selezionare e attribuire significati alle informazioni-stimolo provenienti dall’esterno allora esso é in grado di creare modelli interni dell’ambiente circostante, definendo cioé il proprio dominio cognitivo.
Tale sistema é in una relazione di accoppiamento strutturale con l’ambiente tale che, elaborando le informazioni-stimoli esterni, apprende dall’esperienza e formula risposte di volta in volta diverse e appropriate al bisogno.
Proprio creando modelli interni il sistema é di conseguenza in grado di aumentare le proprie capacitá di effettuare previsioni e costruire coreografie future. Ció é importante considerandolo nell’ottica della terapia tra sistemi viventi.
Se consideriamo il nostro DNA esso appare essere un “sistema chiuso” in quanto esso stesso organizzato e atto a preservare una sua identitá rispetto all’ambiente che lo circonda proteggendo il patrimonio genetico in esso codificato. Tuttavia é “sistema aperto” in quanto interagisce con l’ambiente esterno nei processi di interazione e morfogenesi: co-evolve con l’ambiente circostante. Il suo rapporto con l’ambiente é simile ad un accoppiamento strutturale e la sua esplicazione-evoluzione rappresenta una forma di apprendimento.
Nascono quindi delle traiettorie evolutive date dalle coreografie codificate del DNA in cui possiamo osservare la via evolutiva degli organismi.
L’interpretazione terapeutica tra paziente e terapeuta é un “intreccio” che ci puó ricordare un’azione sociale di atomi, quindi “atomi sociali” (SocioFisica). Dovremmo pensare alle persone come ad atomi o molecole che seguono regole semplici e cercare di interpretare le strutture a cui queste regole portano (March Buchanan).
Anche nel mondo sociale esistono, come in quello fisico, dei meccanismi automatici che portano alla formazione di strutture complesse e che aspettano di essere decifrati: si entra nel concetto di sistema complesso.
Un sistema complesso é costituito da infiniti elementi interagenti fra di loro all’interno di un ambiente confinato in uno spazio reale o virtuale, alleandosi o andando in competizione per aggiudicarsi “n” risultati. Un sistema complesso lo possiamo considerare come una rete di nodi collegati tra loro per mezzo di legami che esprimono delle relazioni tra i nodi stessi.
L’interazione e l’integrazione (Entangled-QSF) che si realizza tra paziente e terapeuta fa sí che i nuovi atomi sociali comincino a coordinarsi istintivamente tra loro dando vita ad una struttura emergente che si esprimerá secondo regole nuove, regole di natura diversa dai suoi singoli elementi costituenti (paziente e terapeuta).
È come in fisica: le proprietá macroscopiche dei materiali (temperatura, pressione, calore ecc.) emergono esclusivamente dal modo in cui atomi identici e assolutamente privi di quelle proprietá interagiscono tra loro. Cosí la complessitá dei fenomeni sociali potrebbe emergere dalle modalitá e dagli schemi dinamici di interazione-integrazione (QSF) fra individui considerati alla stregua di semplici atomi sociali che si imitano a vicenda.
Possiamo quindi considerare il "sistema specchio" in cui esiste una probabile cognizione fondata sull’organizzazione funzionale del nostro sistema motorio. Nel sistema motorio gli atti motori/azioni sono rappresentati in relazione al loro fine.
Si pensa che tra “atomi sociali” l’organizzazione del sistema motorio intorno a scopi specifici, sia una peculiaritá giá presente e attiva ancora prima della nascita.
Circa alla 22esima settimana di gestazione il livello di pianificazione motoria nel feto é giá simile a quella relativa all’esecuzione di “azioni intenzionali”. Se consideriamo feti gemelli giá alla 14esima settimana di gestazione i movimenti diretti verso sé o finalizzati a toccare il corpo del gemello mostrano un’attivitá cinematica che differisce dalla manifestazione di altri movimenti casuali: interazione-integrazione (QSF) sino all’attrattore-stato come risultato finale.
All’interno della meccanica quantistica la “realtá” é uno stato in evoluzione che include l’interazione dell’osservatore come componente del sistema sotto osservazione. Il comportamento umano conferisce complessitá ad ogni sistema di cui fa parte nello spazio quantico (QSF).
Le scelte degli esseri umani vengono introdotte nella struttura del sistema sotto osservazione, generando un unico sistema.
Gli stati “entangled” dei sistemi quantici, come le interazioni di tutti i sistemi complessi, non sono delle semplici equazioni lineari. In un sistema lineare l’intero é dato dalla somma delle parti, in un sistema complesso invece l’intero non é uguale solo alla somma delle parti ma esso stesso é il contenente di tutte le parti interagenti.
Combinando due sistemi in grado di esibire un comportamento complesso si genera un nuovo sistema: un “sistema entangled” che é una interdipendenza di componenti di qualsiasi sistema.
Nella fisica classica terapeuta e paziente sarebbero distinti e separati nello spazio e nel tempo, nella prospettiva della meccanica quantistica le nostre funzioni d’onda sono intrecciate e impossibili da separare: siamo un unico sistema complesso.
L’attivazione durante una ”osservazione-intreccio” (QSF) di un’azione del corrispondente atto motorio, consentirebbe al sistema T e PZ di cogliere immediatamente il significato di base del comportamento reciproco.
In un sistema entangled intendiamo l’informazione (“i”) ció che si struttura in un codice o linguaggio che attribuisce al messaggio un significato che puó essere compreso dal sistema a cui esso é comunicato (QSF) ed é in grado di generare segnali che attivano o disattivano un sistema dinamico complesso producente attrattori.
Riteniamo pacchetti di “i” fondamentali quelli contenuti nei “Quantum EBA”. Quindi QuEBA (Quantum “i” Emozioni, “i” Batteri, “i” Alimenti) sono le variabili comportamentali innescanti i vari attrattori producenti traiettorie e coreografie evolutive.
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